
By: Andrea Antonini
Il viaggio come musica
Viaggiare è qualcosa che è in ognuno di noi, in modi differenti, ma fa parte della nostra natura: per conoscere, per completare il proprio carattere e per divertirsi.
Per me è un po’ come la musica: la senti dentro e fuori. Ogni rumore, immagine e sentimento ti porta vicino a casa e allo stesso tempo in luoghi lontani.
Viaggiare non significa partire per andare chissà dove: sono sufficienti dieci metri fuori casa per costruire un viaggio.
Una vita sempre in cammino
Ormai sono tanti anni che viaggio, direi da sempre, da 57 anni. Ed è da allora che, in modo naturale, il viaggiare fa parte di me.
Riconosco in questo che il viaggio è la vita stessa, che si divide nei tantissimi percorsi che ho avuto la forza e la fortuna di intraprendere: a piedi, in bicicletta, con gli sci o i ramponi e legato a una corda; in tenda, in sacco a pelo, in albergo o in macchina; da solo o in compagnia.
Per me non fa molta differenza: dipende dallo stato d’animo del momento e dall’istinto dell’immaginazione.
Viaggiare per vivere e sentirsi vivi: per me è questo.
La chiamata di Motorizzonti
Poi, qualche anno fa, la chiamata di Valter (che è Motorizzonti) e la scossa: poter intraprendere la visione di viaggiare come attività professionale.
Unire la passione con un lavoro, qualcosa di molto, molto interessante ed emozionante.
E oggi sono qui a raccontare il bellissimo viaggio di agosto 2025 in Irlanda, arricchito dalla presenza di mio figlio Lorenzo. Ho accompagnato un gruppo stupendo in una terra a me sconosciuta.
Gruppo nuovo, Paese sconosciuto e con il giovane figlio: poteva sembrare complicato, invece è stato emozionante e di una soddisfazione immensa.
La forza del gruppo
Credo che per tutto il gruppo sia stato un viaggio emozionante: mettere insieme persone che non si conoscono, di estrazione diversa e con abitudini diverse, affrontando insieme le difficoltà, godendo della visita di luoghi incantevoli e partecipando a situazioni che rimarranno indelebili in ognuno di noi.
L’Irlanda mi ha stupito per la bellezza dei paesaggi, per la gentilezza delle persone e per la sua storia incredibile, che ha ribaltato l’idea che avevo di questo Paese.
Questa è una caratteristica del viaggiare: visitando i luoghi scopri quello che sono realmente, e ti rendi conto che ciò che avevi letto o studiato negli anni non è niente rispetto a quello che il viaggio stesso ti ha fatto scoprire.
Le città e i paesaggi irlandesi
Le città colorate e piene di vita, ma anche con una storia fortissima alle spalle: da Dublino a Cork, da Galway a Derry e Belfast e fino alla mitica Isola di Man.
Le spettacolari scogliere dell’Atlantic Way, le verdi brughiere, i canyon e i bellissimi passi di montagna: strade nate per essere percorse in moto e seguite dal nostro furgone di supporto guidato dal nostro Gabriele.
E che dire della Guinness e dei colorati e rumorosi pub irlandesi? Una varietà di colori, suoni e persone: tu chiamale, se vuoi, emozioni.
L’esperienza sull’Isola di Man
Abbiamo avuto la fortuna di godere di un meteo fantastico, di vedere l’Isola di Man con le prove del TT Classic, percorrendo due volte il mitico circuito a bordo delle nostre motociclette.
E possiamo scriverlo con fierezza: grazie alla preparazione e alla disponibilità di tutti a collaborare, abbiamo reso il viaggio un’esperienza unica, ripetibile, che rimarrà negli occhi di tutti noi.
E soprattutto negli occhi di quel ragazzo di 15 anni che ci ha accompagnato, fotografato e dato quell’aura di sana gioventù e spensieratezza che così bene ha fatto al gruppo.
Un viaggio speciale.
Anche gli imprevisti fanno parte del viaggio
Abbiamo avuto anche situazioni di tensione: incroci sbagliati, una notte passata sui divanetti della nave, una foratura riparata. Tutti aspetti che fanno parte di un viaggio.
Il gruppo ha reso più semplice il compito di noi accompagnatori, dimostrandosi sempre disponibile ad aiutare e ad aiutarsi.
E perché questo è stato: un viaggio speciale.












